Profezie che si autoavverano
Agire "come se" il futuro che desideri fosse già qui
Era colpa di Marica.
Aveva invitato Riccardo a una cena con degli amici che non conosceva, e mentre lo presentava aveva detto, con la naturalezza di chi non ci pensa due volte: “Riccardo cucina benissimo, tra l’altro”. Una frase sola, buttata lì mentre stappava una bottiglia.
Il problema era che Riccardo non cucinava benissimo. Cucinava come chiunque: pasta, uova, qualcosa di decente quando era costretto. Ma quella sera tutti lo trattarono come se fosse vero. Gli chiesero consigli su dove comprare la carne, su come non sbagliare una bisque, su cosa fare con gli avanzi del giorno prima. Riccardo rispose come poteva, all’inizio con imbarazzo, inventando dove non arrivava. Tornò a casa con una sensazione strana.
Il mercoledì successivo comprò un libro di cucina.
Non lo fece per impressionare qualcuno. O almeno, non solo per quello. Lo fece perché quella sera aveva visto una versione di sé che non conosceva, e adesso non riusciva a togliersi dalla testa l’idea di diventare davvero un bravo cuoco.
Nel giro di qualche mese Riccardo cucinava per chiunque gli capitasse in casa. L’aspettativa degli altri lo aveva messo di fronte a una possibilità che, da solo, non avrebbe mai considerato. Nessuno gli aveva insegnato nulla. Qualcuno aveva solo deciso, per un momento, che fosse già quella persona.
E lui ci era cresciuto dentro.
Questo meccanismo ha un nome da quasi ottant’anni1: profezia autoavverante. Quando crediamo fermamente che qualcosa accadrà, tendiamo a comportarci in modi che rendono più probabile che accada davvero. Non è magia e non è nemmeno semplice ottimismo. È il modo in cui le aspettative, nostre o degli altri, plasmano i comportamenti concreti, che a loro volta plasmano i risultati.
Non diventi quello che sei. Diventi quello che tu, o chi ti sta intorno, si aspetta che tu diventi.
La storia di Riccardo era la versione domestica di qualcosa che la ricerca ha misurato in aule scolastiche, ospedali, campi di allenamento. Quando un insegnante crede davvero in uno studente, tende a seguirlo di più, a fargli domande più difficili, ad aspettare la risposta invece di arrendersi al silenzio. Lo studente lo percepisce, senza che nessuno gli dica nulla, e risponde. I risultati cambiano non perché sia cambiata la persona, ma perché è cambiato il contesto di aspettative in cui quella persona si muove2.
Il problema è che il meccanismo funziona in entrambe le direzioni.
Se le persone intorno a te si aspettano che tu fallisca, che tu sia difficile, o che tu non ce la faccia, tendono a trattarti in modo coerente con quell’aspettativa: ti danno meno spazio, ti correggono prima ancora che tu abbia finito, smettono di credere in te. E tu, ricevendo quel trattamento ogni giorno, spesso inizi a comportarti in modo coerente con esso.
Un’aspettativa negativa non ti dice che fallirai. Ti costruisce intorno le condizioni perché sia più probabile.
Ecco perché vale la pena scegliere con attenzione chi ti sta vicino nei momenti in cui stai costruendo qualcosa di nuovo. Non perché gli altri debbano applaudirti sempre, ma perché le loro aspettative hanno un ruolo anche quando non te ne accorgi.
Vale però una precisazione. La profezia che si autoavvera funziona quando l'aspettativa, tua o degli altri, apre uno spazio di crescita reale. Quando invece si trasforma in certezza di essere già arrivato, smette di essere una risorsa e diventa un tappo. Chi è convinto di sapere già tutto non fa domande, non aggiorna il quadro, non si accorge dei segnali che contraddicono la sua immagine. Di solito, più questa certezza è rigida, meno corrisponde alla realtà.
La differenza tra una profezia che ti fa crescere e una che ti blocca è sottile ma concreta: la prima ti mette in movimento, la seconda ti convince che non ce ne sia bisogno.
Riccardo, l’ultima volta che l’ho incontrato, mi ha portato un ragù che cuoceva dalle undici del mattino. Non ricordava più quando aveva smesso di essere uno che “cucinava come chiunque”.
Cosa puoi fare oggi
Nota se c’è qualcuno che ha creduto in te in un momento in cui non ci credevi tu, e se quella fiducia ha cambiato qualcosa. C’è qualcun altro, adesso, che potresti supportare allo stesso modo?
Quando vuoi raggiungere un nuovo obiettivo o provare a risolvere un problema, inizia a comportarti, in modo concreto, come se fossi già la persona che vuoi diventare o come se il problema avesse già perso forza3. Inizia da un piccolo passo.
Se vuoi diventare più sicuro, ti chiedi: “Come mi comporterei adesso se fossi una persona sicura?”
Magari parleresti con voce più calma, faresti una domanda invece di restare zitto. Non devi fingere di essere invincibile, devi solo scegliere un piccolo comportamento concreto coerente con quella versione di te. Questo spesso attiva nuove emozioni e percezioni: agendo diversamente, inizi a sentirti diverso.
Se questo articolo ti ha fatto pensare, condividilo con chi ne ha bisogno e dimmi la tua nei commenti.
Nota: L’autore non è psicologo né psicoterapeuta. I contenuti di questa newsletter hanno finalità esclusivamente divulgative e formative: non costituiscono attività psicologica, psicoterapeutica o sanitaria, né sostituiscono il supporto di un professionista abilitato. Eventuali esercizi o domande proposte sono strumenti di auto-osservazione da usare con buon senso, non per effettuare valutazioni o interventi su di sé o sugli altri. In caso di disagio emotivo significativo o di sintomi persistenti, rivolgiti a uno psicologo, a uno psicoterapeuta o a un medico. L’autore declina ogni responsabilità per un uso improprio dei contenuti.
Merton, R. K. (1948). The Self-Fulfilling Prophecy. The Antioch Review, 8(2), 193. https://doi.org/10.2307/4609267
Rosenthal, R. (1966). Experimenter effects in behavioral research (pp. xiii, 464). Appleton-Century-Crofts.
Watts, R. E., Peluso, P. R., & Lewis, T. F. (2005). Expanding the acting as if technique: An Adlerian/constructive integration. Journal of Individual Psychology, 61(4), 380–387.




Ammetto di essere bravissima nell’usare al negativo questa “disciplina”.
Vale la pena fare il tentativo contrario! Grazie🙏🏻🤍